Per conoscere meglio ed individuare le migliori strategie di conservazione e gestione dei Siti Natura 2000, degli habitat che li caratterizzano e che ospitano importanti specie animali e vegetali, molti enti gestori dei Siti Natura 2000 hanno ritenuto di produrre Piani di Gestione.
L’impostazione dei piani, condivisa a livello nazionale, prevede:
una parte preliminare di approfondimento conoscitivo di habitat e specie, oltre che un inquadramento territoriale, sociale, economico del sito di riferimento;
un’analisi dei rischi e delle eventuali minacce riferite ai vari habitat e specie;
la scelta di una strategia di interventi da attuare per contrastare le minacce e per valorizzare il sito;
l’individuazione delle singole azioni, con l’attribuzione del livello di priorità ed un calcolo di massima sui possibili costi.
I presupposti normativi dell’attività di pianificazione dei Siti fanno riferimento all’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE, il quale prevede che siano adottate misure di conservazione che garantiscano il mantenimento in buono stato di conservazione di habitat e specie presenti nei Siti Natura 2000.
Puoi scaricare il Piano di Gestione dei territori di CICOGNA 2000 al seguente link:
Il gruccione è un Coraciforme appartenente alla famiglia dei Meropidae. Il piumaggio di questo uccello è estremamente colorato: il dorso è rosso-arancio con gola gialla e le parti inferiori di colore blu-verde. Una banda nera si estende dal becco fino ad arrivare dietro l’occhio. Diffuso prevalentemente nel bacino del Mediterraneo, il gruccione è nidificante alle nostre latitudini, mentre lo svernamento avviene in Africa dopo un lungo viaggio a sud del Sahara (Snow & Perrins, 1998). In Europa risiede il 40% della distribuzione globale della specie e si stima la presenza di 5.600.000–10.100.000 individui (BirdLife International, 2016). La popolazione italiana è attualmente stimata in 7000-13000 coppie e considerata in aumento (Brichetti & Fracasso, 2007). La specie è monogama e si riproduce solitamente in colonie.
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Habitat
Nidifica prevalentemente su pareti sabbiose o argillose di origine naturale o artificiale lungo fiumi, in cave di sabbia, in ambienti agricoli aperti con boschetti sparsi, in ampie radure, in arbusteti, vigneti, dune sabbiose, pascoli, steppe.
Il nido è costituito da un profondo cunicolo dove la femmina depone da 4 a 10 uova (BirdLife International, 2016). Entrambi i sessi si occupano della cova, che dura circa 20 giorni. Di solito la specie effettua non più di una covata l’anno. Se una coppia trova un luogo favorevole alla costruzione del nido, ne sopraggiungono altre fino a formare vere e proprie colonie.
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Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela
Il gruccione è una specie comune all’interno dei territori di CICOGNA2000. Arriva a fine marzo-inizio aprile e nidifica principalmente nelle scarpate sabbiose presenti a ridosso di torrenti e piccoli corsi d’acqua. Comune anche nei boschi e nelle campagne, spesso trascorre l’intero settembre nelle nostre zone per poi migrare in cospicui gruppi verso Sud. In dialetto viene chiamato “pizzu ri ferru”, per il caratteristico becco che serve anche per scavare il nido, oppure “laudadìu”, in riferimento alla sua silhouette in volo che ricorda dal basso una croce.
Alimentazione
Il nome comune inglese è “Bee Eater”, ovvero mangiatore di api. Si nutre infatti prevalentemente di imenotteri, ma anche di altri insetti alati come le libellule, che vengono predati in aria con sortite da un posatoio. Grazie alla vista acuta, il gruccione individua le prede da un posatoio, per poi scagliarsi rapidamente sulle stesse per la cattura.
Distribuzione in Italia
L’areale della popolazione italiana risulta essere vasto (Boitani et al., 2002) e il numero di individui maturi è stato stimato in 14000-23000 (Brichetti & Fracasso, 2007).
Presente in Italia in tre grandi aree: Pianura Padana, aree costiere e collinari di Lazio e Toscana e Sardegna. È inoltre presente in maniera puntiforme in Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sicilia (Boitani et al., 2002). La popolazione italiana è attualmente classificata a Minore Preoccupazione (LC).
Foto di A.Barbera
Protezione
La specie è inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli; è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II e all’allegato I della Convenzione di Bonn, risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).
Minacce
Il gruccione è attualmente considerato una specie a Minor Preoccupazione (LC). Le principali minacce per la conservazione della specie derivano dalla diminuzione del numero di prede dovuto all’applicazione di pesticidi su larga scala, dalla perdita di siti di nidificazione a causa dell’espansione antropica e alla pressione venatoria determinata dal fatto che questo uccello viene visto come una vera e propria calamità naturale dagli apicoltori e dagli agricoltori (Fry & Boesman, 2014).
Curiosità
Prima di ingerire prede dotate di pungiglioni velenosi, come le api di cui è ghiotto, il gruccione le sbatte e le sfrega su una superficie dura con l’ausilio del becco per eliminarli.
Bibliografia
BirdLife International, 2016. Merops apiaster. The IUCN Red List of Threatened Species 2016.
Boitani L. et al, 2002. Rete ecologica nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma” La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo.
Brichetti, P., Fracasso, G., 2007. Ornitologia italiana – Apodidae-Prunellidae. Alberto Perdisa Editore, Bologna.
Fry, H. & Boesman, P. 2014. European Bee-eater (Merops apiaster). In: del Hoyo, J., Elliott, A., Sargatal, J., Christie, D.A. and de Juana, E. (eds), Handbook of the Birds of the World Alive, Lynx Edicions, Barcelona.
Snow, D. W., Perrins, C. M. 1998. The birds of the Western Palearctic: concise editions. Oxford University Press, Oxford, U.K.