Ghiandaia marina (Coracias garrulus)

ghiandaia-marinaGhiandaia marina Coracias garrulus Linnaeus, 1758

La Ghiandaia marina è un coraciforme dal piumaggio inconfondibile. Presenta due sottospecie: la sottospecie C. g.  garrulus è riscontrabile in Europa, Nord Africa e Asia Minore raggiungendo anche l’Iran e la Siberia Sud-Occidentale, mentre la sottospecie C. g. semenowi si riproduce in Iran ed Iraq fino ad arrivare al Kashmir, al Turkmenistan e alla Cina Nord-Occidentale (Fry & Fry, 1999). L’appariscente colorazione del piumaggio rende la Ghiandaia marina facilmente riconoscibile. Il petto e il ventre sono di colore azzurro turchese, come pure il capo, mentre il dorso appare tinto di castano chiaro ad eccezione del codrione e della parte superiore della coda che sono di colore blu verdastro, con le piume rette centrali brune.

È una specie monogama (Dementiev & Gladkov, 1951) che tende a nidificare sempre nella stessa area. Le popolazioni europee contano attualmente 75.000-158.000 individui maturi (BirdLife International, 2015) e sono tutte nidificanti e migratrici di lungo raggio. Le popolazioni italiane giungono nei nostri cieli tra marzo ed aprile con l’inizio della primavera, per poi ripartire verso le savane africane tra agosto e novembre.

 

Habitat

La Ghiandaia marina ama i climi caldi caratterizzati da estati torride. È legata ad ambienti xerici ricchi di cavità naturali o artificiali in cui nidificare (Brichetti & Faracasso, 2007), frequentando in particolar modo colture di cereali o praterie steppose al di sotto dei 300 m s.l.m. (Boitani et al. 2002). Utilizza spesso i nidi abbandonati di Picchio verde scavati all’interno di pini, querce e pioppi (Poole, 2007) e risponde bene alla posa di nidi artificiali.

 

Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

La Ghiandaia marina ha nella Piana di Gela la popolazione più cospicua della Sicilia, con 40-45 coppie. Particolarmente interessante è l’area dell’asta fluviale del torrente Maroglio, dove la specie nidifica utilizzando le scarpate sabbiose dei canyon naturali (Zafarana, 2014). Nidifica anche in vecchi ruderi e sui tralicci di media tensione, sfruttando vecchi nidi di gazza abbandonati (Falzolgher et al., 2016).

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Alimentazione

La dieta di questo uccello è estremamente varia e comprende una grande varietà di invertebrati, qualche vertebrato e alcuni frutti (Thiollay 1985, Cramp 1985). Si nutre principalmente di insetti prediligendo Coleotteri, Ortotteri e Imenotteri (Tidmarsh, 2004, Avilés & Parejo, 2002). Le altre prede, che ammontano al 3% del totale, comprendono scorpioni, millepiedi, centopiedi, ragni, molluschi, piccole rane, lucertole, serpenti, piccoli mammiferi e altri uccelli (Fry & Fry, 1999).

 

Distribuzione in Italia

L’areale della popolazione italiana risulta essere vasto (Boitani et al. 2002) e il numero di individui maturi è stato stimato in 600-1000 (BirdLife International 2004, Brichetti & Fracasso 2007). L’andamento è attualmente considerato stabile, in incremento solo in situazioni al momento molto localizzate. La popolazione italiana viene pertanto classificata come Vulnerabile (VU).

 

Protezione

La specie è inserita nell’ Allegato I della Direttiva Uccelli; è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II e all’allegato I della Convenzione di Bonn, risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).

Piana di Gela, foto di Alessandro Arena

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Minacce

Durante il Novecento la specie è andata incontro ad un significativo declino che ha coinvolto l’intero areale europeo, con estinzioni localizzate in Germania, Danimarca, Svezia (Snow & Perrins, 1998) e Finlandia (Avilés et al. 1999).

Nonostante le popolazioni europee siano ad oggi considerate ancora in declino, i nuovi dati raccolti per il 2015 (BirdLife International, 2015) hanno evidenziato un rallentamento sostanziale dello stesso, facendo si che lo status della specie venisse aggiornato inserendo la Ghiandaia marina tra le specie a Minor Preoccupazione (LC).

Le minacce principali alla conservazione della specie derivano dalla trasformazione dell’habitat di nidificazione ed alimentazione, causato soprattutto dall’aumento dell’agricoltura intensiva a scapito di quella estensiva, e dalla pressione venatoria (Brichetti & Fracasso, 2007).

 

Curiosità

La danza nuziale dei maschi di questa specie è estremamente affascinante. Prima della riproduzione, i maschi compiono spettacolari acrobazie aeree mentre la luce solare si riflette sul piumaggio, attirando in questo modo l’attenzione delle femmine.

 

Bibliografia

 

Avilés J.M., Parejo D., 2002. Diet and prey type selection by Rollers Coracias garrulus during the breeding season in southwest of the Iberian peninsula, Alauda, 66:,313-314.

Avilés J.M., Sanchez J.M., Sanchez A., Parejo D., 1999. Breeding biology of the Roller Coracias garrulus in farming areas of the southwest Iberian Peninsula. Bird Study 46: 217-223.

BirdLife International, 2015. Coracias garrulus. The IUCN Red List of Threatened Species 2015.

Boitani L. et al,  2002. Rete ecologica nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma” La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo.

Brichetti, P., Fracasso, G., 2007. Ornitologia italiana – Apodidae-Prunellidae. Alberto Perdisa Editore, Bologna.

Cramp S., 1985. The birds of the western Palearctic. Vol IV. Terns to Woodpeckers. Oxford University Press, Oxford.

Dementiev G.P., Gladkov N.A., 1951. The birds of the Soviet Union. Vol 1, Moscow, Soviet Science.

Falzolgher D., Zafarana M.A., Grasso R., Spena M.T., 2016. Pylon as a condominium: bird colonization of artificial structures occupied by White Stork in the Plain of Gela, Sicily, Atti del LXXVII Congresso Nazionale dell’Unione Zoologica Italiana, Milano Bicocca, 29 agosto-2 settembre 2016.

Fry C.H., Fry K.,1999. Kingfishers, Bee-Eaters & Rollers. Christopher Helm, A & C Black. London.

Poole T., 2007. An Assessment of the breeding population of the European Roller, Coracias garrulus, in the Vallée d es Baux. Internal report. A Rocha France.

Snow, D. W.; Perrins, C. M. 1998. The birds of the Western Palearctic: concise editions. Oxford University Press, Oxford, U.K.

Thiollay J.-M., 1985. Strategies adaptive comparées des Rolliers sedentaires et migrateurs dans une savane Guineene. Revue of Ecology (Terre et vie) 40 : 364- 377.

Tidmarsh R., 2004. Nest box contents as an indicator of nestling diet in the European Roller (Coracias garrulus). Internal report A Rocha France.

Zafarana  M.A., 2015. Nidificazione di Ghiandaia marina Coracias garrulus nella valle del fiume Maroglio nella Piana di Gela (Sicilia), Alula, XXII (1-2), pp. 144.

 

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Upupa (Upupa epops)

valle dell'aquila 13-04-2010Upupa Upupa epops Linnaeus, 1758

L’Upupa è un uccello appartenente alla famiglia Upupidae, della quale rappresenta l’unica specie, a sua volta suddivisa in diverse sottospecie.

Questo iconico volatile è facilmente riconoscibile per via della caratteristica cresta costituita da penne erettili e per il piumaggio di colore bruno-arancio che presenta delle bande nere e bianche nella metà distale delle ali e della coda.

Si tratta di una specie monogama e solitaria, migratrice o stanziale a seconda delle popolazioni considerate.

L’areale di questa specie è estremamente ampio e comprende Europa, Africa e Sud-Est Asiatico. Le popolazioni europee contano attualmente 1,300,000-2,760,000 coppie (BirdLife International, 2016) ed hanno carattere solitamente migratorio, andando a svernare nell’Africa Nord-Occidentale, in Israele ed in Arabia. Le popolazioni presenti in Sicilia Sud-Orientale e nella Spagna Meridionale sono invece spesso stanziali.

 

Habitat

L’Upupa è riscontrabile prevalentemente in aree aperte collinari e pianeggianti, uliveti, vigneti e margine dei boschi (Boitani et al. 2002).

Riesce a colonizzare una grande varietà di habitat (Preiss et al. 1997), prediligendo luoghi secchi e sabbiosi caratterizzati dalla presenza di strutture verticali (come alberi, pali, mura, edifici abbandonati o rocce) provviste di cavità naturali all’interno delle quali nidificare.

 

Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

La specie è ampiamente diffusa nei boschi di Santo Pietro e Niscemi, dove nidifica e sverna regolarmente. Frequente anche nella Piana di Gela, soprattutto in prossimità di campagne con villette e giardini. Nidifica anche nei centri urbani, principalmente in zone cimiteriali, parchi e zone con verde pubblico e privato.

 

Alimentazione

Si nutre quasi esclusivamente di insetti e delle loro larve (Snow and Perrins, 1998), non disdegnando tuttavia altri invertebrati come lombrichi o aracnidi e talvolta piccoli vertebrati (ad esempio piccole lucertole o piccoli anfibi).

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Distribuzione in Italia

La specie risulta essere diffusa in tutta Italia, comprendendo anche la Sicilia e la Sardegna. La popolazione italiana è stimata in 40.000-100.000 individui (Brichetti & Fracasso 2007).

 

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La specie è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II, risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).

Minacce

Sebbene l’andamento delle popolazioni europee sia attualmente considerato in declino, la specie è ad oggi classificata dall’IUCN come specie a Minor Preoccupazione (LC), dal momento che non raggiunge le condizioni per essere classificata entro una delle categorie di minaccia (declino della popolazione del 30% in tre generazioni, ridotto numero di individui maturi e areale ristretto) (BirdLife International, 2016). Le principali minacce alla conservazione della specie sono legate alla distruzione dell’habitat di nidificazione e di alimentazione (Bötsch et al. 2012), che necessitano quindi di un’attenzione particolare rivolta alla protezione degli stessi, ed all’attività venatoria.

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CuriositàlogoLIPUbig

Nel 1971, l’Upupa disegnata da Fulco Pratesi diventa la protagonista del logo simbolo della LIPU, battendo la concorrenza del Passero Solitario, del Gruccione e del Cavaliere d’Italia.

Nel folclore popolare era considerato “l’uccello del malaugurio” a causa della monotonia del suo canto, considerato presagio di sventura.

I nidi di questo uccello sono facilmente riconoscibili per l’insopportabile fetore che emanano, dovuto ad un liquido nerastro secreto dall’uropigio delle femmine durante il periodo riproduttivo allo scopo di allontanare eventuali predatori.

 

Bibliografia

BirdLife International, 2016. Upupa epops, IUCN Red List of Threatened Species, IUCN.

Boitani L. et al,  2002. Rete ecologica nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma” La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo.

Bötsch, Y., Arlettaz, R., and Schaub, M. 2012. Breeding dispersal of Eurasian Hoopoes (Upupa epops) within and between years in relation to reproductive success, sex, and age. The Auk, 129(2): 283-295.

Brichetti P. & Fracasso G., 2007. Ornitologia Italiana. Identificazione, distribuzione, consistenza e movimento degli uccelli italiani. 4 Apodidae – Prunellidae, Alberto Perdisa Editore, Bologna.

Preiss E, Martin JL, Debussche M, 1997. Rural depopulation and recent landscape changes in a Mediterranean region: consequences to the breeding avifauna. Landscape Ecol 12:51–61.

Snow, D.W. and Perrins, C.M., 1998. The Birds of the Western Palearctic – Concise Edition – Volume 1 – Non-Passerines. Oxford University Press.

 

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