Grillaio (Falco naumanni)

Grillaio Falco naumanni Fleischer, 1818grillaio- piana di gela 05-06-09 (111)

Il Grillaio è un piccolo rapace,  morfologicamente molto simile al Gheppio (Falco tinnunculus). E’ una specie monotipica a distribuzione eurocentroasiatica-mediterranea, estremamente gregaria.

La popolazione europea è stimata in 25.000-42.000 coppie, per la metà concentrate in Spagna (BirdLife International, 2016). A partire dalla metà del secolo scorso la specie ha subito un forte declino a causa delle trasformazioni ambientali che ne hanno ridotto gli ambienti tipici per la nidificazione (Cramp & Simmons, 1980). A tutto ciò si è aggiunto l’aumentato utilizzo di biocidi in agricoltura che limitato la presenza di insetti, fonte di sostentamento di questo piccolo falconiforme. Solo recentemente sembra che il trend sia in miglioramento.

Migratrice di lungo raggio,  la specie sverna prevalentemente in Africa centro-orientale e meridionale, giungendo poi nei quartieri di nidificazione europei in marzo-aprile per ripartirne in agosto-settembre. Sono noti casi di svernamento in Puglia, Basilicata e Sicilia.

 

Habitat

Il Grillaio è una specie legata ad ambienti aperti (incolti erbacei o coltivi estensivi), caldi e secchi, utilizzati come aree di foraggiamento (Cramp & Simmons, 1980). Per la riproduzione, necessita di cavità e anfratti di edifici di centri storici e localmente in casolari abbandonati di zone rurali (Palumbo, 1997).

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Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

Nel 2010 è stata stimata nell’area della Piana di Gela (comprensiva dell’IBA adiacente) una popolazione di 450-500 coppie; essa è equivalente ad un terzo della popolazione siciliana e tra le maggiori in Italia, con parametri riproduttivi tra i più alti d’Europa (Sarà et al., 2009). Dal 2014 nidifica nel centro storico di Niscemi (Zafarana, 2016).

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Alimentazione

Si nutre prevalentemente di invertebrati (ortotteri) che cattura sul terreno. Integra la dieta con piccoli rettili e micro mammiferi (Cramp & Simmons, 1980).

Distribuzione in Italia

In Italia, la specie è localizzata in Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna (Brichetti & Fracasso, 2003). Tuttavia dai primi anni Novanta del secolo scorso si assiste all’occupazione sempre più regolare di territori del centro e del nord della Penisola.

Protezione

La specie è inserita nell’ Allegato I della Direttiva Uccelli; è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II e all’allegato I della Convenzione di Bonn. Inserita in lista CITES (App. I), risulta una specie particolarmente protetta dalla Legge Nazionale e non è inserita tra quelle cacciabili nella legislazione che regola l’attività venatoria e tutelano la fauna selvatica (157/1992). Inoltre, è presente nella Lista Rossa Nazionale.

 

Minacce

E’considerata una specie minacciata di estinzione a livello globale (SPEC 1, Tucker & Heath 1994); i maggiori rischi per le popolazioni di grillaio sono dovute a: trasformazioni e frammentazione dell’habitat di alimentazione; modificazione dei sistemi tradizionali di conduzione agricola e allevamento del bestiame; ristrutturazione dei vecchi edifici; uso di pesticidi.

Curiosità

Il campanile della cattedrale di Siviglia, “La Giralda” è abitato da una colonia di falchi grillai famosa in tutta Europa e diventata una delle attrattive “naturalistiche” dell’Andalusia.

 

Bibliografia

BirdLife International, 2006. Falco naumanni, IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.2, IUCN.

Brichetti P. & Fracasso G., 2003. Ornitologia Italiana. Identificazione, distribuzione, consistenza e movimento degli uccelli italiani. 1 Gaviidae – Falconidae, Alberto Perdisa Editore, Bologna.

Cramp S. & Simmons K.E.L., 1980. Handbook of the birds of Europe, the Middle East and North Africa, The Birds of the Western Palearctic. Vol. 2, Oxford University Press, Oxford.

Palumbo G., 1997 – Il Grillaio, Altrimedia Ed., Matera.

Sarà M., Mascara R. & Giudice E., 2009. Valore ornitologico nella ZPS ITA 050012 “Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela” (Sicilia). Alula, 16: 573-575.

Zafarana M.A., Nidificazione urbana di Grillaio Falco naumanni (Aves Falconidae) a Niscemi (Caltanissetta), Naturalista sicil., S.IV, XL (1), pp. 133-134, 2016.

 

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Ofride a mezzaluna (Ophrys lunulata)

Ofride a mezzaluna Ophrys lunulata Parl., 1838

 

lunulataL’Ofride a mezzaluna è una pianta appartiene alla famiglia delle Orchidaceae riscontrabile unicamente in Sicilia.

Questo raro endemismo descritto nel 1838 da Filippo Parlatore viene impollinato dal piccolo imenottero Osmia kohlii e fiorisce tra la fine di marzo e l’inizio di maggio, con il picco nella prima metà di aprile (Pederson & Faurholdt 2007, Delforge 1995).

La pianta è alta complessivamente 30-40 cm, con foglie oblungo-lanceolate e con infiorescenza lassa che porta da 4 a 14 fiori. Questi ultimi sono costituiti da sepali lanceolati la cui colorazione varia dal rosa violaceo al bianco leggermente rosato e da petali più piccoli e stretti di colore roseo. Il labello, solitamente trilobo, è allungato e ricoperto da una fitta peluria ai bordi che diviene vellutata al centro.

La macula centrale assume spesso la tipica forma a mezzaluna rovesciata, talvolta ad H o U rovesciata.

La disseminazione dei semi è anemocora (veicolata dal vento) con i semi di dimensioni microscopiche che vengono trasportati a lunghe distanze.

Habitat

Quest’orchidea è riscontrabile in boscaglie aperte, macchie, garighe, prati e pascoli, sia in pieno sole che a mezz’ombra fino ad un’altitudine di 1000 m.  Preferisce terreni calcarei da asciutti fino a moderatamente umidi.

 

Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

L’Ofride a mezzaluna è comune nelle zone di radura in prossimità di querce da sughero, garighe ed uliveti abbandonati. Le località in cui è segnalata con più regolarità sono contrada Arcia, Valle dell’Ulmo, contrada Stizza, Torre del Pisciotto e contrada Ursitto. Nel nostro territorio fiorisce principalmente tra marzo e aprile.

 

Distribuzione in Italia

La specie è diffusa unicamente in Sicilia.

 

Protezione

Tutte le orchidee sono incluse nell’allegato B della CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora).

La specie è ascritta all’allegato I della Convenzione di Berna ed è inserita tra le specie prioritarie contenute nell’allegato II della Direttiva Habitat. Inoltre è una specie protetta dalla convenzione di Washington.

Minacce

Le popolazioni attuali di O. lunulata sono attualmente considerate stabili, ma gli habitat in cui la specie è riscontrabile sono in declino.

Le minacce principali sono rappresentate dall’urbanizzazione e dal turismo (Pederson & Faurholdt 2007). In particolare la raccolta indiscriminata degli esemplari da parte dei turisti costituisce un serio problema per la conservazione di quest’orchidea endemica. La specie, dunque, viene classificata come “Vulnerabile” sulla Lista Rossa redatta da Conti et al. (1997), mentre secondo i criteri classificativi dell’IUCN ricade nella categoria “Endangered” (in pericolo).

 

Curiosità

Questa specie dà luogo ad un elevato numero di ibridi naturali, per esempio con Ophrys incubacea.

 

Bibliografia

Delforge, P., 1995. Orchids of Britain & Europe. Delachaux et Niestlé SA, Lausanne.

Pedersen, H. Æ., Faurholdt, N., & Manuel, R. L., 2007. Ophrys: the bee orchids of Europe. Kew: Kew Publishing.

Rankou, H. 2011. Ophrys lunulata. The IUCN Red List of Threatened Species 2011.

 

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Upupa (Upupa epops)

valle dell'aquila 13-04-2010Upupa Upupa epops Linnaeus, 1758

L’Upupa è un uccello appartenente alla famiglia Upupidae, della quale rappresenta l’unica specie, a sua volta suddivisa in diverse sottospecie.

Questo iconico volatile è facilmente riconoscibile per via della caratteristica cresta costituita da penne erettili e per il piumaggio di colore bruno-arancio che presenta delle bande nere e bianche nella metà distale delle ali e della coda.

Si tratta di una specie monogama e solitaria, migratrice o stanziale a seconda delle popolazioni considerate.

L’areale di questa specie è estremamente ampio e comprende Europa, Africa e Sud-Est Asiatico. Le popolazioni europee contano attualmente 1,300,000-2,760,000 coppie (BirdLife International, 2016) ed hanno carattere solitamente migratorio, andando a svernare nell’Africa Nord-Occidentale, in Israele ed in Arabia. Le popolazioni presenti in Sicilia Sud-Orientale e nella Spagna Meridionale sono invece spesso stanziali.

 

Habitat

L’Upupa è riscontrabile prevalentemente in aree aperte collinari e pianeggianti, uliveti, vigneti e margine dei boschi (Boitani et al. 2002).

Riesce a colonizzare una grande varietà di habitat (Preiss et al. 1997), prediligendo luoghi secchi e sabbiosi caratterizzati dalla presenza di strutture verticali (come alberi, pali, mura, edifici abbandonati o rocce) provviste di cavità naturali all’interno delle quali nidificare.

 

Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

La specie è ampiamente diffusa nei boschi di Santo Pietro e Niscemi, dove nidifica e sverna regolarmente. Frequente anche nella Piana di Gela, soprattutto in prossimità di campagne con villette e giardini. Nidifica anche nei centri urbani, principalmente in zone cimiteriali, parchi e zone con verde pubblico e privato.

 

Alimentazione

Si nutre quasi esclusivamente di insetti e delle loro larve (Snow and Perrins, 1998), non disdegnando tuttavia altri invertebrati come lombrichi o aracnidi e talvolta piccoli vertebrati (ad esempio piccole lucertole o piccoli anfibi).

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Distribuzione in Italia

La specie risulta essere diffusa in tutta Italia, comprendendo anche la Sicilia e la Sardegna. La popolazione italiana è stimata in 40.000-100.000 individui (Brichetti & Fracasso 2007).

 

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La specie è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II, risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).

Minacce

Sebbene l’andamento delle popolazioni europee sia attualmente considerato in declino, la specie è ad oggi classificata dall’IUCN come specie a Minor Preoccupazione (LC), dal momento che non raggiunge le condizioni per essere classificata entro una delle categorie di minaccia (declino della popolazione del 30% in tre generazioni, ridotto numero di individui maturi e areale ristretto) (BirdLife International, 2016). Le principali minacce alla conservazione della specie sono legate alla distruzione dell’habitat di nidificazione e di alimentazione (Bötsch et al. 2012), che necessitano quindi di un’attenzione particolare rivolta alla protezione degli stessi, ed all’attività venatoria.

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CuriositàlogoLIPUbig

Nel 1971, l’Upupa disegnata da Fulco Pratesi diventa la protagonista del logo simbolo della LIPU, battendo la concorrenza del Passero Solitario, del Gruccione e del Cavaliere d’Italia.

Nel folclore popolare era considerato “l’uccello del malaugurio” a causa della monotonia del suo canto, considerato presagio di sventura.

I nidi di questo uccello sono facilmente riconoscibili per l’insopportabile fetore che emanano, dovuto ad un liquido nerastro secreto dall’uropigio delle femmine durante il periodo riproduttivo allo scopo di allontanare eventuali predatori.

 

Bibliografia

BirdLife International, 2016. Upupa epops, IUCN Red List of Threatened Species, IUCN.

Boitani L. et al,  2002. Rete ecologica nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma” La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo.

Bötsch, Y., Arlettaz, R., and Schaub, M. 2012. Breeding dispersal of Eurasian Hoopoes (Upupa epops) within and between years in relation to reproductive success, sex, and age. The Auk, 129(2): 283-295.

Brichetti P. & Fracasso G., 2007. Ornitologia Italiana. Identificazione, distribuzione, consistenza e movimento degli uccelli italiani. 4 Apodidae – Prunellidae, Alberto Perdisa Editore, Bologna.

Preiss E, Martin JL, Debussche M, 1997. Rural depopulation and recent landscape changes in a Mediterranean region: consequences to the breeding avifauna. Landscape Ecol 12:51–61.

Snow, D.W. and Perrins, C.M., 1998. The Birds of the Western Palearctic – Concise Edition – Volume 1 – Non-Passerines. Oxford University Press.

 

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