Cicogna Day al tramonto: un evento imperdibile alla Piana di Gela

CICOGNA DAY 2017

Sta per arrivare il solito appuntamento annuale organizzato dalla LIPU Niscemi e dedicato alla cicogna bianca (Ciconia ciconia).

Vi aspettiamo domenica 28 maggio per “Il cammino delle cicogne al tramonto”: una passeggiata alla Piana di Gela lungo i sentieri che si snodano tra i carciofeti e gli ambienti incolti della pianura, per osservare le cicogne della colonia più grande d’Italia.

Troverete inoltre un banchetto informativo, dove potrete acquistare dei gadget e avere la possibilità di adottare simbolicamente una coppia di cicogne.

Si consiglia un abbigliamento comodo, cappellino, provvista d’acqua e protezione contro punture d’insetti e repellenti insetti.

Punti di incontro a Niscemi e Gela!

Ritrovo alle ore 18:00 presso l’ingresso di Niscemi alla “Marinnuzza”, Bar Petronaci.
Per chi viene da Gela, Licata o Acate il ritrovo sarà alle ore 18.00 nel piazzale del bar Raquette in via Venezia a Gela.

Gradita la conferma della partecipazione.
Per informazioni inviate una mail a
lipuniscemi@lipuniscemi.it
lipugela@hotmail.com

Oppure contattate Manuel Zafarana al numero 3297480889.

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Calandrella (Calandrella brachydactyla)

La Calandrella è un piccolo uccello appartenente alla famiglia degli Alaudidae.

Gli adulti sono caratterizzati da un piumaggio di colore marrone chiaro-giallastro sul dorso, con le parti ventrali bianco sporco. Tra petto e spalla è presente una macchia scura particolarmente evidente nella livrea primaverile.

Le dimensioni di questo animale sono ridotte. L’areale della specie risulta essere vasto, essendo riscontrabile in Europa, Africa ed Asia.  Di norma migratrice, la partenza verso i quartieri di svernamento avviene tra metà agosto ed ottobre (de Juana et al., 2012). Le popolazioni europee svernano in Africa tra 10° e 20°N (Hagemeijer & Blair, 1997).

La popolazione europea è costituita da 4.730.000-9.050.000 coppie, equivalenti a 9.460.000-18.100.000 individui maturi (BirdLife International, 2016).

Habitat

Preferisce zone aride con vegetazione bassa e sparsa come praterie a pascolo o incolte e campi coltivati.Il nido, realizzato dalla femmina, è costituito da erba, radici ed altro materiale vegetale (BirdLife International, 2016) e viene costruito al suolo vicino ad alte erbe o cespugli, lungo i litorali o greti sabbiosi e ciottolosi, non oltre i 1300 m s.l.m. (Boitani et al., 2002).

 

Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela

Un tempo molto diffusa, questa specie si è ridotta notevolmente a causa delle trasformazioni agricole e dell’utilizzo sempre maggiore di pesticidi. Resiste però un nucleo abbastanza numero nel cuore della Piana di Gela, dove tra incolti, zone di pascolo indisturbate e acquitrini è possibile scorgerla da aprile fino a settembre.

 

Alimentazione

La Calandrella si nutre prevalentemente di invertebrati (soprattutto insetti), integrando nella dieta anche semi e altre parti vegetali. I pulli vengono nutriti esclusivamente con invertebrati (BirdLife International, 2016).

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Distribuzione in Italia

In Italia l’areale della specie risulta essere vasto. C. brachydactyla è infatti presente in tutta la penisola italiana, con le popolazioni più numerose riscontrabili nel settore sud-orientale, in Sicilia e in Sardegna (Boitani et al., 2002). La popolazione è stimata in 15000-30000 coppie per 30000-60000 individui maturi ed è attualmente considerata in declino.

Protezione

La specie è inserita in Allegato I della Direttiva Uccelli come specie particolarmente protetta; è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).


Minacce

La specie sta subendo un generale declino in buona parte del suo areale europeo, principalmente a causa dei cambiamenti di uso del suolo legate in particolare alla sostituzione delle pratiche agricole tradizionali ed estensive con coltivazioni fitte ed irrigate, tipiche dell’agricoltura intensiva (Boitani et al., 2002).

Nonostante l’areale della specie in Italia risulti essere vasto e la popolazione conti un buon numero di individui maturi, la consistente perdita dell’habitat di nidificazione ed alimentazione della specie dovuto alla trasformazione degli ambienti agricoli mette la conservazione della Calandrella in serio pericolo.

Per queste ragioni la specie è stata classificata In Pericolo (EN) secondo i criteri di classificazione IUCN.


Curiosità

Depone 3 o 4 uova che vengono covate per circa 13 giorni. I pulcini, che verranno nutriti dal maschio, lasceranno il nido dopo 15 giorni.

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Bibliografia

BirdLife International, 2016. Calandrella brachydactyla. The IUCN Red List of Threatened Species 2016.

Boitani, L., Corsi, F., Falcucci, A., Maiorano, L., Marzetti, I., Masi, M., Montemaggiori, A., Ottaviani, D., Reggiani, G., & Rondinini, C., 2002. Rete Ecologica Nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo; Ministero dell’Ambiente, Direzione per la Conservazione della Natura. Istituto di Ecologia Applicata, Roma.

de Juana, E., Suárez, F. & Christie, D.A., 2012. Greater Short-toed Lark (Calandrella brachydactyla). In: del Hoyo, J., Elliott, A., Sargatal, J., Christie, D.A. & de Juana, E. (eds.) (2012). Handbook of the Birds of the World Alive. Lynx Edicions, Barcelona.

Hagemeijer, E.J.M. & Blair, M.J., 1997. The EBCC atlas of European breeding birds: their distribution and abundance. T. and A. D. Poyser, London.

Trekking autunnale NO MUOS

Il percorso del TREKKING NO MUOS nasce con lo scopo di esaltare e sottolineare l’incredibile distruzione di una porzione di sughereta, adesso ricoperta da una foresta di antenne militari, a confronto con la vera foresta mediterranea, ancora resistente in piccoli lembi intatti e che mantiene grande valore storico e naturalistico.

Il percorso parte dall’ingresso ufficiale della Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi”, per attraversare c.da Pisciotto e Piano Stravolata e arrivare fino alle recinzioni americane della base NAVY, da dove sarà possibile osservare l’installazione del MUOS, con le tre parabole del sistema di telecomunicazioni satellitari ora in funzione. L’escursione si concluderà con una discesa verso il Pisciotto con una sosta presso la magnifica Quercia Mosaica, esemplare di quercia da sughero di ben 450 anni d’età, per poi tornare al punto di partenza.

Durante il cammino sarà possibile apprezzare la notevole diversità vegetale, caratterizzata da piante autoctone mediterranee, alcune delle quali in piena fioritura autunnale come il ciclamino autunnale (Cyclamen hederifolium). Il silenzio delle zone a maggior pregio naturalistico sarà, inoltre, spesso interrotto dai versi degli uccelli migratori in sosta, come i Luì verdi, e di quelli che invece trascorreranno l’intero inverno qui, come il Codirosso spazzacamino, il Pettirosso, il Luì piccolo il Tordo bottaccio. La passeggiata sarà impreziosita dal continuo ritrovamento di funghi caratteristici e affascinanti, spesso non commestibili, come il farinaccio (Amanita ovoidea) e il particolarissimo fungo cancellato (Clathrus ruber).

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Percorso: 6,2 km;

Durata: 2,5 ore;

Abbigliamento consigliato: vestiario comodo, vestirsi a strati, portare cappellino parasole, scarpe da trekking e acqua.

Contatti: 329/7489889 (LIPU Niscemi)

Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea

NOTA: gli Enti, le associazioni, le imprese, le scuole, i Comuni che aderiscono ufficialmente alla Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea, hanno diritto a 5 punti CICOGNA2000 per qualunque sia il ranking di riferimento.

La Macchia Mediterranea in Sicilia, articolata in 8 tipi forestali, con 110.000 ettari, ossia il 21% della superficie forestale, è la cenosi vegetale più rappresentativa della nostra regione.

La Macchia Mediterranea è presente, altresì,  in Marocco, Penisola Iberica, California, Cile centrale, punta meridionale del Sud Africa e Australia meridionale.

La Macchia Mediterranea è un’importante Riserva Mondiale di Biodiversità in quanto a fronte della modesta incidenza territoriale, appena il 2%, accoglie più del 20% delle specie vegetali e animali ad oggi censite.

Ciò premesso, Aurelio Angelini, docente presso l’Università di Palermo, Franco Cancellieri Presidente del Centro di Educazione Ambientale Messina, Renato Carella, Presidente dell’Associazione di Volontariato Ambientale “Ramarro Sicilia”, Puccio Lo Paro docente dell’Università di Messina, Enzo Piccione, docente dell’Ateneo catanese, Francesco Maria Raimondo, già presidente dell’Associazione botanica Italiana e Turi Scuto, già Dirigente dell’Assessorato Regionale BB.CC.AA., a seguito  dell’incontro sulla Macchia Mediterranea svoltosi a Caltagirone il  22 novembre del 2013 – con la Lectio Magistralis del prof. Francesco Maria Raimondo* convengono, nell’ambito dei rispettivi campi d’azione, di promuovere un programma di Educazione Ambientale mirato a sensibilizzare Istituzioni e cittadini sulla tutela della Macchia Mediterranea. Tutela dettata dalla necessità, particolarmente sentita in Sicilia, di attuare una selvicoltura di prevenzione finalizzata a fermare lo sfruttamento antropico, contrastare gli incendi, prevalentemente dolosi e gli abusi legati al pascolo.

Nel tempo fin qui trascorso, il positivo riscontro ottenuto  tra singoli cittadini, Enti privati e pubblici fa maturare l’idea di intestare ai Comuni un impegno di Informazione, Comunicazione, Educazione e Tutela del bene Macchia Mediterranea.

Nasce così un movimento di elaborazione e confronto  sul tema, con incontri nelle  Università di Catania, Messina, Palermo e varie altre sedi messe a disposizione nei Comuni più sensibili mentre, contestualmente, inizia il lavoro di stesura della “Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea” ossia di quel documento che i firmatari  assumeranno l’impegno solenne di adottare e far rispettare.

Firmato: 

Aurelio Angelini, Franco Cancellieri, Renato Carella, Puccio Lo Paro,  Enzo Piccione Francesco Maria Raimondo, Turi Scuto

* www.youtube.com/watch?v=k3d_8E3fl6c

** www.cartamacchiamediterranea.it

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Museo Didattico di Storia Naturale

Niscemi – Via A. Marsiano (attualmente in trasferimento in Piazza Martiri di Nassiriya)
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Gestito dal Centro di Educazione Ambientale, è sorto nel dicembre del 1989 allo scopo conservare la memoria naturalistica del territorio e sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali.

Il Museo offre al visitatore un quadro esauriente degli aspetti naturalistici della Sughereta di Niscemi e del comprensorio gravitante attorno alla Piana di Gela. Utilizzando diorami e ricostruzioni di ambienti, introduce gli ecosistemi di maggior pregio e consente un approccio immediato a varie tematiche ecologiche.

Lo spazio espositivo si articola in cinque sezioni:DSC_2936

1 – Geologia, paleontologia, le rocce e l’uomo.

2 – Ambiente boschivo: la Sughereta di Niscemi e Santo Pietro

3 – Ambienti antropici: la campagna e l’agricoltura rurale

4 – Ambienti umidi: il Biviere di Gela e il litorale

5 – Ecologia e collezioni entomologiche (Liardo, Zafarana)

Inoltre è dotato di un laboratorio scientifico per microscopia e un’aula multimediale attrezzata per la visione di video.

Per prenotare la tua visita contattaci alla mail ceaniscemi@ceaniscemi.it