Sagre nel Golfo e nel circondario


Marzo/Aprile (in base a quando decorre Pasqua) – Sagra del Carciofo Violetto di Niscemi

Un appuntamento fieristico di grande spessore che promuove e rilancia l’agricoltura e l’artigianato della città, con numerosi stand espositivi di carciofi, prodotti ortofrutticoli ed artigianali locali. L’agricoltura e l’artigianato infatti, costituiscono il cuore dell’economia niscemese e per tale ragione la manifestazione si affermata nel tempo come una delle più importanti di Sicilia, al punto tale che negli anni passati si registrata un’affluenza di circa 80 mila visitatori. Una Sagra dunque che da anni fa ormai parte di una cultura radicata della tradizione di Niscemi, “Capitale del carciofo”.

Settembre / Ottobre – Butera – “Butera a tavola” 

Rassegna eno-gastronomica dei prodotti tipici del territorio e del comprensorio che racchiude tutte le tradizioni che caratterizzano il paese di Butera (CL). Una manifestazione ricca di eventi e di stand espostivi delle varie aziende che parteciperanno alla kermesse enogastronomica buterese con i propri prodotti.
“Butera a Tavola” ormai rappresenta l’icona del territorio buterese che punta alla promozione e valorizzazione dei suoi prodotti tipici, la sagra rappresenta l’occasione per consentire agli operatori locali, ma anche ad aziende provenienti da ogni parte della Sicilia di auto promuovere la propria immagine nel corso dei tre giorni enogastronomici. La manifestazione ha come fine la promozione dell’arte culinaria locale e l’invigorimento delle attività ricettive e delle produzioni eno-agroalimentari ed artigianali.
Le vie di Butera e l’ammirazione delle risorse storico-ambientali faranno da cornice alla degustazione dei prodotti tipici al fine di valorizzare il turismo. Nel viaggio del gusto non può certo mancare il tradizionale piatto arabo da «pasta cò meli», la pasta con il miele, regina indiscussa dell’evento. Un piatto tipico ed esclusivo che i buteresi amano preparare in occasione della festa di San Giuseppe e il Venerdì Santo. Un mix di miele, mandorle, mollica tostata, insieme a cannella e buccia d’arancia per richiamare i classici profumi di Sicilia. Sarà presente anche il tradizionale «quadaruni», la grande pentola all’interno della quale preparare la ricotta calda.

www.comunedibutera.it

 

Ottobre – San Cono –  Sagra del Ficodindia 

Uno dei momenti di notevole importanza, per il paese di San Cono (CT), è la Sagra del Ficodindia che dal 1984 celebra, ogni anno nel mese di ottobre, la magnificenza del frutto tipico sanconese, il “bastardone”.
La ficodindicoltura è ormai diventata l’attività economica di punta, tanto che San Cono è oggi definito come la “capitale del ficodindia”. La sagra è il momento di eccellenza della esposizione e promozione del frutto che lancia un intero anno di pubblicizzazione a livello internazionale.

La sagra è la vetrina attraverso la quale si può ammirare il ficodindia di San Cono, frutto che con orgoglio gli abitanti del comune catanese definiscono il numero uno al mondo.

http://www.comune.sancono.ct.it/

Novembre – Sagra dell’olio e del vino a San Michele di Ganzaria

10 e 11 Dicembre – Sagra della Cuccia a San Michele di Ganzaria

Due giorni dedicati a questa pietanza fatta con il grano tenero, che si può gustare in versione sia dolce che salata, condita con aglio e olio oppure con ricotta fresca e/o cioccolato. Vi consigliamo di assaggiare la versione salata (una sorta di minestra) accompagnata da un buon bicchiere di vino per riscaldarvi, e di passeggiare nel mentre per il centro del paese, che sarà animato per l’occasione da un corteo storico, uno spettacolo medievale itinerante che toccherà tutte le vie del centro storico tra giocolieri, funamboli, menestrelli e un’atmosfera sospesa tra il medievale ed il natalizio: un’esperienza unica da completare curiosando nelle graziose botteghe artigianali, alla ricerca del giusto regalo di Natale… per amici e parenti, o per voi stessi!

Dicembre – Sagra della ‘Mpanata e dei Piruna” a Niscemi

Sagra dedicata ai tipici prodotti da forno locali a base di cavolfiori e di spinaci, immersi in una particolarissima pasta sfoglia unica nel suo genere.

Licata – Sagra del “mprunatu” e della “mpanata”

Si svolge solitamente nel mese di Aprile dove i protagonisti sono l”mpurnato”, che consiste in una tradizionale pasta al forno tipica di Campobello di Licata e la ‘Mpanata, una sorta di pane con gli spinaci (precedentemente cotti), il tutto cotto al forno.

 http://www.siciliainfesta.com/

Mazzarrone – Festival Internazionale dell’uva da tavola IGP di Mazzarrone

In questo Festival, la regina dell’evento è la tipica e nota uva da tavola mazzarronese, dove si ha l’occasione di poter visitare stand dove viene distribuita uva da tavola e degustazione dei suoi derivati come la mustata” e i “cuddureddi”. A far da cornice all’evento sono gli eventi culutrali, il folclore, arte e tradizioni.

http://www.comune.mazzarrone.ct.it/

 

Mazzarino – feste e tradizioni locali

Eredità di un passato che ha lasciato segni indelebili nella cultura popolare, le feste e le processioni coinvolgono abitanti e visitatori.

E’ bello lasciarsi coinvolgere da queste tradizioni, in cui giocano un ruolo importante anche i gusti e i colori della cucina tipica locale. I prodotti della terra (vino, miele, mandorle, formaggi) rallegrano le tavole dei mazzarinesi, sulle quali si possono ammirare ed assaporare delle pietanze particolari, protagonisti di momenti di convivialità.

Questi prodotti si possono apprezzare in occasione di alcuni eventi:

31 Gennaio Festa di Don Bosco all’Oratorio Salesiano delle Figlie di Maria Ausiliatrice e sagra degli arancini. A Febbraio: In questo periodo ricade il Carnevale dove viene preparato un dolce tipico: le chiacchiere al miele o zucchero. 19 Marzo Festa di San Giuseppe per questa ricorrenza per i quartieri e uso la preparazione della “tavolata”.

Aprile: Venerdì Santo in occasione della “Giunta” della domenica di Pasqua vengono preparati dolci a base di pasta all’uovo: “panareddi” e “trizzi”.

1 e 2 Novembre: tutti i Santi e commemorazione dei defunti si consumano i dolci tipici come: taralli, “frutta marturana” di pasta reale, pupi di zucchero.

7 Dicembre “sagra della muffuletta”: pane dolce a base di semi di cumino.

13 Dicembre Festa di Santa Lucia e sagra della “cuccía”.

Dal 16 Dicembre al 6 Gennaio: “Ninnareddi” (presepi viventi e non), allestiti in angoli raccolti del paese, ornati e animati da musica tradizionale e arricchiti da tavole per la degustazione dei prodotti tipici del Natale mazzarinese: pietanze a base di cardi, cavolfiori, spinaci (le cosidette “impanate”) e baccalà. Tra i dolci ricordiamo “cuddureddi”, “mastazzola”, “rizzareddi” e “minnulini”.

https://prolocomazzarino.jimdo.com

 

Vittoria

La cucina vittoriese ha un suo spazio ben preciso anche se non si discosta molto dalla tradizione culinaria del ragusano e del modicano. Alcuni piatti sono caratteristici e legati a periodi dell’anno o a festività ben precise.

A Carnevale sono d’obbligo i maccheroni con il ragù di maiale, le costate di maiale ripiene, la salsiccia e, per finire, i cannoli di ricotta, nella Festa di San Giuseppe si usa ancora oggi in qualche famiglia fare la pagnuccata: un impasto di farina e vino, tagliato a dadini, fritti poi nell’olio bollente e amalgamati con miele e riavulina (zucchero a forma di bastoncini di mille colori).

Nel periodo Pasquale dominano le classiche ” ‘mpanate d’agnello”: un involucro di pasta di pane con all’interno pezzi di carne di agnello (o di vitello) soffritto con cipolla e piselli; i “pastieri” impasto di pane aperto, con dentro interiora d’agnello soffritto con piselli; un po’ in disuso la cosiddetta “abbuttunata” cioè la coscia d’agnello disossata e ripiena di carne tritata, pezzetti di salame, uovo sodo, cotta al forno con contorno di patate; “i cassateddi” impasto di pane ripieno di ricotta frullata con zucchero e condita con cannella e i “riavulina”.E poi le uova sode, inserite in canestri fatti di pane, dette “panarini” e dolci di tutti i tipi: dai tipici biscotti bollitti “affucaparrini” ai taralli ai “zuddi” fatti con pasta di mandorle e farina.

Festa di San Giovanni (luglio) dove non c’è una vera e propria tradizione culinaria, tranne quella ormai quasi scomparsa di cucinare galletti o galline in brodo, anche ripieni di riso e carne tritata, tradizionalmente però, a San Giovanni si gusta per la prima volta il tonno fresco detto “tunnina”.
La Vendemmia – Tipica di questo periodo è la “mustata” fatta con mosto addolcito con cenere e bollito, mescolato con amido o semola fino ad ottenere una crema che viene condita con mandorle tostate e cannella. La mustata si consuma calda o anche in inverno dopo averla fatta seccare al sole. Sempre con il mosto viene fatto un altro dolce: i “cuddureddi”, anellini di impasto di farina e mosto cotti nel mosto o nel vinocotto diluito, anch’essi conditi con mandorle tostate tritate e cannella. Infine con il vinocotto, cioè il mosto bollito e ribollito fino restringersi a poco più di un terzo del liquido originario, aromatizzato con bucce d’arancia, dove alla fine si confezionano i “mastazzola” (mostaccioli) e i “mucatoli”. Tipica di fine settembre – ottobre la marmellata di cotogne “cutugnata” che si mette ad asciugare al sole nelle caratteristiche forme di terracotta.

Novembre “Tutti i Santi”– La tradizione vuole si consumi la pasta reale o martorana fatta con pasta di mandorla, realizzata a forma di frutta varia.

San Martino – E’ una festa tutta vittoriese e si gustano le frittelle, un impasto di farina e acqua che viene fatto lievitare per diverse ore e fritto in olio bollente. Possono essere salate, cioè condite con sarde salate, o dolci, condite con zucchero, uva passa, cannella e volendo anche semi di finocchio.

Santa Lucia – Tipico dolce la è la “cuccia”, ovvero grano ammollato in acqua o nel latte condito con zucchero o vinocotto.

Natale – E’ legato alla tradizione del torrone di mandorle e della cosiddetta “giurgiulena”, una sorta di torrone fatto con semi di sesamo. Un tempo, in questo periodo, si usava scannare il maiale per trarne salsicce, lardo salato e una volta anche un dolce detto “sancielu” (sanguinaccio) che si faceva col sangue mescolato di continuo per non farlo coagulare, quindi impastato con zucchero e mandorle tostate.

Prodotti tipici – Al di là delle feste vi sono molti altri prodotti tipici della cucina vittoriese.  Ne sono un esempio le “scacce” (focacce): involucri di pasta di pane ripiena di salsa di pomodoro e cipolla, o di ricotta e salsiccia o di cavolfiori, di patate, di melanzane ecc.

“Ciappi”: pomodoro spaccato ed essiccato al sole e quindi conservato con basilico e olio; “capuliato” derivato dalla macinatura del pomodoro essiccato, con aggiunta di peperoncino e basilico; “strattu”: estratto di pomodoro essiccato al forte sole di luglio; “arancine” di riso, al ragù di carne con uovo sodo e piselli, fritte in olio bollente; ravioli di ricotta conditi col sugo di maiale e ancora pizze, polpette di patate, pasta di casa con il macco (purea di fave), falsomagri al sugo, carciofi ripieni di riso e naturalmente il pesce.

Un piatto tipico a base di pesce è la “trigghiuledda”, ovvero triglie giovanissime passate nella farina con basilico e pomodoro a pezzetti, fritte e serviti in una sorta di sformato.

Tra i contorni spicca la “caponatina” con melanzane, peperoni, cipolle, sedano, capperi e olive, aceto e zucchero. La zucca gialla fritta, con aceto e olive nere.

I cipudduzzi (lampasciuoli) cipollotti dal cuore amaro, cucinati bolliti e conditi con olio, limone, aglio e prezzemolo o in agrodolce, oppure insaporiti con un soffritto di aglio prezzemolo salsa di pomodoro, aceto e zucchero.

Per quanto riguarda i dolci, oltre a quelli citati ve ne sono altri come “u biancu manciari” crema di latte (o latte di mandorla) e amido o i “cassateddi”, ravioli dolci di ricotta fritti nell’olio bollente e cosparsi di zucchero; la “pagnuccata”, un dolce tipico della provincia ragusana, dolce e fragrante, che porta in tavola la veste carnevalesca. Sono delle pepite che a seconda della zona prendono il nome di pignolata, pignolata o mpagnuccata; il loro nome deriva dalla loro forma molto simile alla delle piccole pigne, che sistemate in mucchietti, si preparano soprattutto tra carnevale e San Giuseppe, nella zona iblea.

http://www.comunevittoria.gov.it/

http://www.alice.tv/ricette/pagnuccata-siciliana/