Sintesi storica di Niscemi


Risalire alle origini antiche di Niscemi non è certamente facile, vista la carenza di fonti storiografiche e archeologiche, ma nel nostro piccolo, con l’infinita passione, cerchiamo di scoprire e creare l’identità storico-culturale della nostra città.  Le prime tracce si hanno con i popoli autoctoni, come i Siculi, gli Elimi e i Sicani per passare poi agli innumerevoli mutamenti culturali e sociali che la Sicilia ha subito. Suddivideremo la storia in 3 parti per semplificare e chiarire il percorso cronologico della nostra città.

  • Siculi, Sicani ed Elimi (2000 a.c. – 750 a.c.).

 Essi furono le popolazioni autoctone della Sicilia sviluppatesi tra il 2000 a.C. e 1400 a.C. nell’età del Bronzo. Nel nostro territorio si sviluppò la cultura Castellucciana (2100 a.C. – 1400 a.C.), che prende il nome dal villaggio preistorico di Castelluccio nei pressi di Noto (SR). Peculiarità di tale cultura  furono le tombe a forno (tholos), comunemente chiamate tombe a grotticelle. Esse venivano scavate nella roccia e sono sparse in tutta la Sicilia, compreso il nostro territorio. Le attività di sostentamento erano l’agricoltura, la pastorizia e la caccia, che si praticavano utilizzando strumenti in selce o pietra basaltica.

  • Greci e Romani (800 a.C. – 450 d.C.)  

I Greci nell’VIII secolo a.C. colonizzarono le coste della Sicilia, spingendo verso il centro dell’Isola le popolazioni autoctone citate sopra. Vengono fondate le città di Gela, Camarina, Agrigento e con il trascorrere degli anni, si ebbe la fusione dei popoli in uno solo, i Sicelioti. Solo gli Elimi si mantennero indipendenti dal dominio greco. Sono di questo periodo alcuni insediamenti indigeni ellenizzati, come dimostrano i ritrovamenti di frammenti di ceramica e di monete…

Durante le Guerre Puniche (Roma VS Cartagine), la Sicilia divenne teatro di scontro tra le due superpotenze mediterranee e fu conquistata dai Romani nel 241 a.C. Chiamata il granaio di Roma, fino alla caduta del suo Impero, produsse enormi quantità di grano e cereali. Alle pendici della nostra collina in Contrada Petrusa venne edificata una Mansio (stazione di sosta per i viaggiatori) affiancata da una Mutatio, per il cambio dei cavalli. Negli scavi archeologici del 1996 e del 2000 sono stati riportati alla luce complessi termali, come il Frigidarium  (bagni freddi), il Calidarium (bagni caldi) e il Tepidarium (bagni tiepidi).

  • Bizantini, Arabi e Normanni, Aragonesi (500 d.C. – 1600 d.C.)

Dopo la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C., la Sicilia venne saccheggiata dai Vandali e riconquistata dai Bizantini (Romani d’Oriente). Diversi sono i resti di chiese paleocristiane e le monete di epoca bizantina nel nostro territorio. Gli Arabi conquistano l’isola nel IX sec. d.C., contribuendo a far fiorire l’economia e la cultura dell’Isola per circa 2 secoli. L’abitato di Niscemi prese il nome di Fata Nasciam (passo dell’olmo); molti studiosi, però, sono scettici sulla presenza di un centro arabo sulla collina di Niscemi. Nel 1061 i Normanni conquistano l’Isola, mantenendo la coniazione della moneta araba (con Gugliemo II detto il Buono); il territorio di Fata Nasciam venne affidato all’Universitas di Caltagirone, mutando il nome in Nixeme. Mantenne il suo importante ruolo agricolo, durante la dinastia spagnola degli Aragonesi e nel 1324 passò nella mani della potente famiglia Branciforte, alla quale si deve la definitiva e ufficiale fondazione nel 1626, anno in cui ottenne la Licentia populandi.