Scala di Santa Maria del Monte di Caltagirone


La Scala di Santa Maria del Monte, detta anche Scala di San Giacomo, si eleva fra due fitte schiere di case con una continuità di ben 142 gradini che le consentono di superare un dislivello di circa 45 metri.

Ha una larghezza media di 8,40 metri e sviluppa una lunghezza di circa 130 metri.

Vecchia di quasi quattro secoli, rivoluzionario ed affascinante intervento di macrourbanistica, la Scala è anche ordinato museo e splendido testo di storia dell’arte da percorrere con sguardo attento e lento pede.

La Scala nacque con il bisogno di collegare la città vecchia con quella nuova. Il vecchio sogno di “una strata” si realizzava nel 1606, sotto le direttive di Giandomenico Gagini.

La nuova arteria fu sistemata a gradinate intercalate da piazzette con la sovraintendenza del capomastro del regno Giuseppe Giacalone, appositamente giunto da Palermo per ordine del viceré Duca di Feria.

La “strata nova”, in diverse rampe per complessivi 150 gradini, richiese oltre dieci anni di continuo lavoro e costò più di 20 mila scudi all’erario comunale.

Era “…larga 4 canne con i gradini fatti di pietra arenaria forte con listello, distanti fra loro 10 palmi, e le pedate di essi in mattoni sistemati a coltello entro catene pure di pietra forte…”

Nel 1844 le varie rampe furono unificate su progetto dell’architetto Salvatore Marino e si ottenne così una grandiosa scala rettilinea, meno inclinata della precedente, con i gradini diminuiti nel numero ma più ravvicinati per la notevole riduzione delle originarie pedate.

Nel 1956 in ogni alzata fu collocato un rivestimento in maiolica policroma riproducente motivi usati dai maiolicari siciliani dal X al XX secolo, raccolti ed adattati per la particolare destinazione dal professore Antonino Ragona.

L’avvicendarsi cronologico ed in senso ascensionale dei motivi decorativi, dopo il prologo-invito affidato ai primi due scalini, fa idealmente scomporre la scalinata in dieci settori, uno per ogni secolo a partire dal X, ciascuno costituito da quattordici gradini, che in un’alternanza di elementi geometrici, figurativi e floreali, rappresentano in successione esempi di stile arabo, normanno, svevo, angioino-aragonese, chiaramontano, spagnolo, rinascimentale, barocco, settecentesco, ottocentesco e contemporaneo.

Da diversi anni, a maggio, la Scala offre un particolare spettacolo dedicato alla devozione della Vergine Maria con un’imponente “Infiorata”.

Migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico grandioso disegno in onore della Madonna di Conadomini, titolare della seicentesca chiesa posta in cima alla Scala, la cui festa, ricca di folklore con il tradizionale corteo denominato ‘A Rusedda (pianta selvatica del vicino Bosco Santo Pietro, un tempo raccolta dai contadini e portata indono alla Madonna e utilizzata dai ceramisti per alimentare le loro fornaci, in cambio di un’offerta alla Chiesa) si conclude il 31 Maggio.

Nel corso della festa patronale, il 24 e 25 luglio e il 14 e 15 agosto di ogni anno, in occasione della Festa di Maria SS.ma del Ponte, ma anche per straordinari avvenimenti civili e religiosi, la scala viene artisticamente “illuminata”.

Inizialmente il progetto era di creare un tappeto di luci uniformi, ma si ebbe l’idea di realizzare un’illuminazione artistica, sviluppata da Padre Benedetto Papale che propose l’illuminazione a coppi, così come possiamo ammirarla oggi.

La tecnica ispiratrice, venne forse trovata nel ricamo a filet con il quale le devote donne e le suore ornavano i paramenti e gli arredi sacri.

Circa quattromila tremolanti luci colorate brillano lungo la maestosa gradinata da sembrare un grande fiume di fuoco che scorre dall’alto verso il basso.

Conosciuta in tutto il mondo, la Scala ha anche ricevuto diversi riconoscimenti.

Nell’agosto 2004, una classifica stilata da 100 critici d’arte ed esperti dell’Unione Europea colloca la Scala al secondo posto in Italia e all’ottavo in Europa fra le scalinate più apprezzate; nel settembre 2004 l’illuminazione monumentale permanente realizzata dall’Amministrazione si colloca al secondo posto al concorso internazionale “City People Light Awards 2004”; nel 2005 e 2006, è stata scelta per rappresentare la Sicilia nella campagna promozionale dell’Isola nel mondo.

Giuseppe Carrubba

Fonti:

Assessorato al Turismo Caltagirone (comune.caltagirone.ct.it)

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