Per tutti gli interessati, comunichiamo che nella giornata di domani, mercoledì 29 marzo, alle ore 10:30 presso il Teatro Eschilo di Gela si terrà una conferenza stampa in merito al ritrovamento della “Pietra Calendario” di contrada Cozzo Olivo. Saranno presenti illustri studiosi nonché il prof. Francesco Vito Polcaro presidente dell’istituto nazionale di astrofisica.
In questi mesi sono stati realizzati studi multidisciplinari che hanno portato a delle conclusioni interessanti in merito a questo sito.
Domani in definitiva scopriremo di cosa si tratta.
L’evento è promosso dai Gruppi Archeologici d’Italia e patrocinato dal Comune di Gela, Ordine dei geologi Sicilia, Istituto Nazionale di astrofisica e Gruppo Archeologico Geloi
NOTA: gli Enti, le associazioni, le imprese, le scuole, i Comuni che aderiscono ufficialmente al progetto, finanziandolo con una donazione minima di 20 euro, hanno diritto a 3 punti CICOGNA2000 cumulabili nella classifica di riferimento.
E’ una modalità di raccolta fondi fatta su internet al fine di finanziare il nostro progetto «Piantiamo insieme il Bosco del Terzo Millennio?». La nostra raccolta fondi avviene su Eppela.com. Non è solo una raccolta fondi, ma è anche una forma di comunicazione a livello internazionale dell’esistenza del Bosco di Santo Pietro, delle sue condizioni di prezioso relitto e della opportunità di condividerlo e conservarlo come bene comune.
Le date
A partire dal 15 novembre fino al 25 dicembre, per complessivi 40 giorni.
Quali sono gli obiettivi e i costi?
Le cifre del progetto nei primi tre anni
Acquisto di 1000 piante forestali certificate (in prevalenza querce, da sughero e non) di un anno di vita, al costo di € 1,5 ciascuna per complessive € 1500,00
Acquisto di attrezzi da lavoro per complessivi € 250,00
Acquisto di tutori per la tutela dei giovani fusticini dai roditori per complessivi € 600,00
Acquisto di acqua per irrigazioni di soccorso nei mesi estivi per complessivi € 900,00
Trasporti e spese varie per complessivi € 250,00
Tutte le spese che non sono in questa nota, come la remunerazione di circa un centinaio di ore di lavoro che i volontari non possono svolgere e soprattutto il necessario rifacimento della recinzione in paletti di castagno e rete ecologica saranno affrontate con risorse dell’Associazione Il Ramarro Sicilia per un importo pari a circa 4000 Euro.
Donazioni e premi
La cifra minima da donare è pari a 5 euro ma si potrà scegliere l’opzione più congeniale tra le diverse cifre pre-impostate a ciascuna delle quali corrisponde uno o più premi che saranno spediti a fine campagna. Si può anche scegliere di donare una cifra libera. Nel caso in cui il traguardo economico non venisse raggiunto, tutte le donazioni effettuate verranno riaccreditate sulla stessa card utilizzata per la donazione.
Sistema di pagamento
Per raccogliere le offerte Eppela utilizza il sistema di pagamento sicuro stripe.com. Puoi fare un’offerta tramite una carta di credito o ricaricabile da associare al tuo profilo nel momento in cui effettui l’offerta. E’ necessario registrarsi su Eppela.com per poter effettuare la donazione.
Testuggine di Hermann Testudo hermanni Gmelin, 1789
La testuggine di Hermann è un rettile appartenente all’ordine delle testuggini. Attualmente, sono state riconosciute due sottospecie: Testudo hermanni hermanni, diffusa in Francia, Italia, Spagna e Testudo hermanni boettgeri, diffusa in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Albania, Romania, Grecia, Turchia, Bulgaria (IUCN, 2004).
Le differenze principali tra queste due sottospecie risiedono principalmente nelle dimensioni e nella colorazione, con la nostrana T. h. hermanni che raggiunge solitamente i 15-17 cm (con differenze tra le diverse popolazioni) ed è caratterizzata da una colorazione con un giallo più acceso ed intenso nel carapace e da bande nere verticali spesse ed evidenti che interessano buona parte del piastrone. T. h. boettgeri può invece arrivare fino a 20-22 cm e presenta di norma una colorazione meno intensa con macchie nere separate tra loro sul piastrone.
Di recente ne sono state proposte altre due sottospecie, non ancora ufficialmente accettate: T. h. peloponnesica, il cui carapace è di colorazione molto più scura, e T. h. hercegovinensis, molto simile alla T. h. boettgeri, dalla quale si differenzia per l’assenza di una o di entrambe le scaglie inguinali. Questa peculiarità è stata riscontrata nelle popolazioni di Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Croazia.
Le femmine di Testuggine di Hermann presentano dimensioni notevolmente maggiori rispetto ai maschi e una coda più piccola al contrario di questi ultimi.
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Habitat
Gli habitat prediletti da questo animale sono la foresta costiera termofila caducifoglia e sempreverde e la macchia su substrato roccioso o sabbioso. È riscontrabile anche in dune cespugliate, pascoli, prati aridi, oliveti abbandonati, agrumeti e orti fino a 850 m. (Sindaco et al., 2006).
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Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela
Questa specie, nonostante il continuo disturbo antropico e il prelievo in natura, riesce a sopravvivere con pochi nuclei ristretti presso la Sughereta di Niscemi e il Bosco di Santo Pietro, per lo più in zone di foresta mediterranea ancora integra e in vallate poco trafficate e impervie.
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Alimentazione
Questo rettile ha una dieta erbivora, con cambiamenti stagionali dovuti alla diversa disponibilità di risorse (Del Vecchio, 2011). Si nutrono prevalentemente di vegetali a foglia larga e fiori.
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Distribuzione in Italia
Le popolazioni italiane sono concentrate nelle regioni costiere della penisola centro-meridionale e delle due isole maggiori. Nell’Italia settentrionale questa specie è quasi scomparsa ed è ormai riscontrabile unicamente nel delta del Po (Mazzotti, 2004).
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Protezione
La specie è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna, è inserita nell’allegato II della lista CITES e nell’allegato II della direttiva Habitat (92/43/CEE). risultando inoltre inclusa nell’allegato A del Regolamento (CE) 1332/2005 della Comunità Europea, secondo il quale è assolutamente vietato il prelievo in natura ed è regolamentato l’allevamento e il commercio degli esemplari in cattività.
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Minacce
La Testuggine di Hermann è molto vulnerabile alle alterazioni dell’habitat, dovute all’intensificazione dell’agricoltura, all’utilizzo di fitofarmaci, agli incendi e alla costruzione di infrastrutture turistiche ed abitative. Le popolazioni italiane risultano attualmente in grave declino e la specie è contrassegnata come In Pericolo (EN) dall’IUCN. Questa testuggine subisce il prelievo in natura per scopi amatoriali e commerciali, ed è inoltre minacciata dall’ibridazione con esemplari introdotti della sottospecie balcanica (Sindaco et al., 2006, Corti et al., 2010).
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Curiosità
Il sesso dei piccoli di Testuggine di Hermann è determinato dalla temperatura. Con temperature di incubazione inferiori a 31,5 °C si avrà infatti un maggior numero di individui di sesso maschile, con temperature superiori a 31.5°C usciranno dalle uova in maggioranza individui di sesso femminile. Durante l’accoppiamento il maschio emette dei caratteristici suoni.
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Bibliografia
Corti, C., Capula, M., Luiselli, L., Razzetti, E., Sindaco, R. (2010), Fauna d’Italia, Reptilia. Calderini, Bologna.
Del Vecchio, S., Burke, R. L., Rugiero, L., Capula, M., & Luiselli, L., 2011. Seasonal changes in the diet of Testudo hermanni hermanni in Central Italy. Herpetologica, 67(3), 236-249.
Mazzotti, S., 2004. Hermann’s tortoise (Testudo hermanni): current distribution in Italy and ecological data on a population from the north Adriatic coast (Reptilia, Testudinidae). Italian Journal of Zoology, 71:S1, 97-102.
Sindaco, R., Doria, G., Razzetti, E. & Bernini, F., 2006. Atlante degli anfibi e rettili d’Italia. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa, Firenze.
Van Dijk, P.P., Corti, C., Mellado, V.P. & Cheylan, M., 2004. Testudo hermanni. The IUCN Red List of Threatened Species 2004.
La Ghiandaia marina è un coraciforme dal piumaggio inconfondibile. Presenta due sottospecie: la sottospecie C. g. garrulus è riscontrabile in Europa, Nord Africa e Asia Minore raggiungendo anche l’Iran e la Siberia Sud-Occidentale, mentre la sottospecie C. g. semenowi si riproduce in Iran ed Iraq fino ad arrivare al Kashmir, al Turkmenistan e alla Cina Nord-Occidentale (Fry & Fry, 1999). L’appariscente colorazione del piumaggio rende la Ghiandaia marina facilmente riconoscibile. Il petto e il ventre sono di colore azzurro turchese, come pure il capo, mentre il dorso appare tinto di castano chiaro ad eccezione del codrione e della parte superiore della coda che sono di colore blu verdastro, con le piume rette centrali brune.
È una specie monogama (Dementiev & Gladkov, 1951) che tende a nidificare sempre nella stessa area. Le popolazioni europee contano attualmente 75.000-158.000 individui maturi (BirdLife International, 2015) e sono tutte nidificanti e migratrici di lungo raggio. Le popolazioni italiane giungono nei nostri cieli tra marzo ed aprile con l’inizio della primavera, per poi ripartire verso le savane africane tra agosto e novembre.
Habitat
La Ghiandaia marina ama i climi caldi caratterizzati da estati torride. È legata ad ambienti xerici ricchi di cavità naturali o artificiali in cui nidificare (Brichetti & Faracasso, 2007), frequentando in particolar modo colture di cereali o praterie steppose al di sotto dei 300 m s.l.m. (Boitani et al. 2002). Utilizza spesso i nidi abbandonati di Picchio verde scavati all’interno di pini, querce e pioppi (Poole, 2007) e risponde bene alla posa di nidi artificiali.
Informazioni sulla presenza nei territori del comprensorio di Gela
La Ghiandaia marina ha nella Piana di Gela la popolazione più cospicua della Sicilia, con 40-45 coppie. Particolarmente interessante è l’area dell’asta fluviale del torrente Maroglio, dove la specie nidifica utilizzando le scarpate sabbiose dei canyon naturali (Zafarana, 2014). Nidifica anche in vecchi ruderi e sui tralicci di media tensione, sfruttando vecchi nidi di gazza abbandonati (Falzolgher et al., 2016).
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Alimentazione
La dieta di questo uccello è estremamente varia e comprende una grande varietà di invertebrati, qualche vertebrato e alcuni frutti (Thiollay 1985, Cramp 1985). Si nutre principalmente di insetti prediligendo Coleotteri, Ortotteri e Imenotteri (Tidmarsh, 2004, Avilés & Parejo, 2002). Le altre prede, che ammontano al 3% del totale, comprendono scorpioni, millepiedi, centopiedi, ragni, molluschi, piccole rane, lucertole, serpenti, piccoli mammiferi e altri uccelli (Fry & Fry, 1999).
Distribuzione in Italia
L’areale della popolazione italiana risulta essere vasto (Boitani et al. 2002) e il numero di individui maturi è stato stimato in 600-1000 (BirdLife International 2004, Brichetti & Fracasso 2007). L’andamento è attualmente considerato stabile, in incremento solo in situazioni al momento molto localizzate. La popolazione italiana viene pertanto classificata come Vulnerabile (VU).
Protezione
La specie è inserita nell’ Allegato I della Direttiva Uccelli; è ascritta all’allegato II della Convenzione di Berna II e all’allegato I della Convenzione di Bonn, risultando inoltre specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).
Piana di Gela, foto di Alessandro Arena
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Minacce
Durante il Novecento la specie è andata incontro ad un significativo declino che ha coinvolto l’intero areale europeo, con estinzioni localizzate in Germania, Danimarca, Svezia (Snow & Perrins, 1998) e Finlandia (Avilés et al. 1999).
Nonostante le popolazioni europee siano ad oggi considerate ancora in declino, i nuovi dati raccolti per il 2015 (BirdLife International, 2015) hanno evidenziato un rallentamento sostanziale dello stesso, facendo si che lo status della specie venisse aggiornato inserendo la Ghiandaia marina tra le specie a Minor Preoccupazione (LC).
Le minacce principali alla conservazione della specie derivano dalla trasformazione dell’habitat di nidificazione ed alimentazione, causato soprattutto dall’aumento dell’agricoltura intensiva a scapito di quella estensiva, e dalla pressione venatoria (Brichetti & Fracasso, 2007).
Curiosità
La danza nuziale dei maschi di questa specie è estremamente affascinante. Prima della riproduzione, i maschi compiono spettacolari acrobazie aeree mentre la luce solare si riflette sul piumaggio, attirando in questo modo l’attenzione delle femmine.
Bibliografia
Avilés J.M., Parejo D., 2002. Diet and prey type selection by Rollers Coracias garrulus during the breeding season in southwest of the Iberian peninsula, Alauda, 66:,313-314.
Avilés J.M., Sanchez J.M., Sanchez A., Parejo D., 1999. Breeding biology of the Roller Coracias garrulus in farming areas of the southwest Iberian Peninsula. Bird Study 46: 217-223.
BirdLife International, 2015. Coracias garrulus. The IUCN Red List of Threatened Species 2015.
Boitani L. et al, 2002. Rete ecologica nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani. Università di Roma” La Sapienza”, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo.
Brichetti, P., Fracasso, G., 2007. Ornitologia italiana – Apodidae-Prunellidae. Alberto Perdisa Editore, Bologna.
Cramp S., 1985. The birds of the western Palearctic. Vol IV. Terns to Woodpeckers. Oxford University Press, Oxford.
Dementiev G.P., Gladkov N.A., 1951. The birds of the Soviet Union. Vol 1, Moscow, Soviet Science.
Fry C.H., Fry K.,1999. Kingfishers, Bee-Eaters & Rollers. Christopher Helm, A & C Black. London.
Poole T., 2007. An Assessment of the breeding population of the European Roller, Coracias garrulus, in the Vallée d es Baux. Internal report. A Rocha France.
Snow, D. W.; Perrins, C. M. 1998. The birds of the Western Palearctic: concise editions. Oxford University Press, Oxford, U.K.
Thiollay J.-M., 1985. Strategies adaptive comparées des Rolliers sedentaires et migrateurs dans une savane Guineene. Revue of Ecology (Terre et vie) 40 : 364- 377.
Tidmarsh R., 2004. Nest box contents as an indicator of nestling diet in the European Roller (Coracias garrulus). Internal report A Rocha France.
La Riserva Naturale Biviere di Gela, e l’Associazione Polisportiva Equestre Gela PEG Lago Biviere, vi invitano, domenica 9 ottobre dalle ore 9.00, a partecipare al raduno di cavalieri che si terrà nella Riserva Naturale. I cavalieri, solitari o iscritti ad associazioni, avranno modo di scoprire a cavallo angoli suggestivi della Riserva, lungo un tragitto avventuroso ideato per l’evento.
Adulti e bambini che per la prima volta vorranno avvicinarsi al mondo dell’equitazione,
avranno modo di provare a montare un cavallo e pony messi a disposizione gratuitamente dall’Associazione PegLago Biviere.
L’intero programma della giornata è disponibile nella locandina dell’evento.
Giorno 9 luglio, presso il Bosco di Santo Pietro non perdere la giornata estiva dell’Associazione “Il Ramarro” di Caltagirone.
E’ prevista una camminata fino al tramonto e una cena animata presso al Base Renelle per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-naturalistico del territorio, creare un momento di incontro tra i soci e ribadire la necessità della re-istituzione della Riserva naturale Bosco di Santo Pietro e l’acquisto dell’acqua per le giovani piantine del campo sperimentale alla Base. Suonerà la storica “Calatina Band”.
SABATO 30 APRILE
Proposta di tutela del golfo di Gela
Ore 9.30 – Saluti
Domenico Messinese – Sindaco di Gela
Ore 10.00 – Il patrimonio culturale del Golfo di Gela, fra archeologia e natura
L’avifauna d’interesse comunitario e corridoi di migrazione
Rosario Mascara, Fondo Siciliano per la Natura
I caratteri ecologici del paesaggio marino
Davide Campo, Biologo marino
La fauna ittica nelle zone umide
Antonino Duchi, Legambiente Ragusa
Ore 10.45 – Pausa caffé
Ore 11.00 – Iniziative di valorizzazione
Cicogna 2000, Un portale web per la valorizzazione del litorale
Manuel Zafarana, Lipu Niscemi
L’Arte a tutela del paesaggio, Giovanni Iudice
Ore 11.30 – La tutela del Golfo di Gela
Le norme di tutela internazionali e nazionali per gli ambiti costieri. Emilio Giudice, Lipu Ente gestore Riserva Naturale Biviere di Gela
Il riconoscimento Unesco per la tutela del patrimonio culturale sommerso e dei banchi del Canale di Sicilia
Sebastiano Tusa, Sopr. del mare Regione Siciliana
Ore 13.00 – Rinfresco
Ore 14.30 – Proposta di gestione integrata del golfo di Gela nell’ambito della Rete Natura 2000
Tavolo tecnico
Coordinano Giovanna Tomaselli, Università degli Studi di Catania
Emilio Giudice, Lipu Ente gestore Riserva Naturale Biviere di Gela
Partecipano
Amministrazioni: Domenico Messinese Sindaco Gela, Giuseppe Nicosia Sindaco di Vittoria, Federico Piccitto Sindaco di Ragusa, Luigi Cassisi Sindaco di Butera, Angelo Cambiano Sindaco di Licata, Francesca Iurato Sindaco di Santa Croce Camerina, Francesco Raffo Sindaco di Acate, Direttori musei di Kamarina e Gela
Associazioni e movimenti: Movimento No Triv Movimento No Peos – Legambiente – WWF Archeoclub – Italia Nostra – Fondo Ambiente Italiano Fare Verde – Associazione Rifiuti Zero
Imprese – Turistiche, Agricole, Vitivinicole
ore 17,00 – Firma del protocollo d’intesa per la tutela delle coste e proposta di un’area marina protetta
Escursioni nelle aree di progetto
Sabato 30 aprile
Ore 9.30 – I sentieri dunali di Montelungo e Poggio Arena
Ore 9.30 – I sentieri dunali del Biviere di Gela – Escursione Ricerca Identificazione degli habitat dunali – Valentina Ferrigno CTS Palermo
Mostre
Presso la chiesetta San Biagio, dal 29 aprile al 2 maggio 2016, saranno allestite le mostre:
Gli ambienti dunali di Leopoldia gussonei – Mostra fotografica
A scuola con Leopoldia – Mostra dei lavori delle scuole partecipanti al progetto Life Leopoldia
Evento artistico
L’Arte a tutela del paesaggio coordinato dal maestro Giovanni Iudice
Ci siamo, l’evento di presentazione del portale CICOGNA 2000 sarà il seminario “Macchia Mediterranea e Dune Costiere: Ecosistemi da proteggere e valorizzare“, organizzato da Ramarro Sicilia, CEA Messina Onlus, LIPU Niscemi, CEA Niscemi Onlus, DiversIdea Coop. Sociale, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caltanissetta
Evento patrocinato da: Comune di Gela, Comune di Niscemi, ARPA Sicilia, Corso di Laurea Magistrale in Scienze per la Tutela dell’Ambiente dell’ Università degli Studi di Catania, Università degli Studi de L’Aquila, Gruppo San Rossore, R.N.O. Biviere di Gela, Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Ambiente e/è Vita, Fare Verde, Marevivo, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Consulta Ordini Architetti Sicilia e Consulta Ordini Ingegneri Sicilia.